All’interno di un mondo sempre più rivolto al design standardizzato che ricerca la massima espressione della bellezza nella perfezione, si introduce una filosofia senza tempo che sembra andare in una direzione completamente opposta, rivolta all’accettazione, alla ricerca del particolare e del diverso traducendosi in un design minimale e autentico.
Cos’è il Wabi-Sabi: filosofia giapponese e stile di vita
Si tratta del Wabi-Sabi, una filosofia che trova le sue origini nella cultura giapponese zen e sposa gli ideali di una vita che celebra l’imperfezione, la transitorietà e l’incompletezza.
I due pilastri della filosofia Wabi-Sabi
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Wabi (侘): questo concetto, inizialmente si riferiva alla solitudine della vita monastica nel contesto nel buddismo zen, ma ha assunto con il passare del tempo un significato più positivo legato alla serenità che si può trovare nelle cose semplici e imperfette; questo principio celebra la bellezza dell’essenziale, il fascino delle cose umili e la ricerca della pace interiore attraverso la sobrietà; rappresenta lo spirito interiore: il senso di serenità derivato dalla semplicità e dalla forte connessione con la natura.
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Sabi (寂): il termine in sé ha il significato di “appassito” o “consumato”, ma all’interno di un contesto estetico indica la nobiltà che le cose assumono grazie al passare del tempo; questo concetto vuole valorizzare la transitorietà e il naturale deterioramento degli oggetti e accogliere l’imperfezione che ne deriva come un segno di estrema autenticità; Sabi è il tempo che scorre: la bellezza delle cose che invecchiano portando con sé la loro storia e il loro valore sempre maggiore.
I due principi fondamentali si combinano nel Wabi-Sabi per dare vita a una visione del mondo che invita a rallentare e apprezzare il presente, accettare il cambiamento e la fragilità come parti fondamentali dell’intera esistenza umana.
Il design Wabi-Sabi: meno è più
Grazie a questa filosofia si è sviluppato nel tempo anche il concetto di design wabi-sabi, con base l’idea fondamentale che meno sia più. In realtà, il design d’interni che ne deriva abbraccia tutti i capisaldi della filosofia: infatti ognuno di essi trova massima espressione nei progetti degli architetti e designer che hanno abbracciato il Wabi-Sabi come elemento che arricchisce e definisce le proprie creazioni che si distinguono per avere un impatto positivo sul benessere psicologico dei fruitori.
Esempi di design wabi-sabi nel mondo
Ad esempio Axel Vervoordt ha realizzato Greenwich Penthouse a New York, uno spazio che vuole evocare un senso di calma e connessione con la natura.
Anche Tadao Ando si è ispirato al wabi-sabi per realizzare Casa Wabi, un edificio minimalista in Messico dove una struttura aperta si pone in continuo dialogo con la natura instaurando un equilibrio perfetto tra architettura e paesaggio.
Come applicare il Wabi-Sabi nell’interior design
Semplicità ed essenzialità
Due dei concetti fondamentali di questa corrente di pensiero sono sicuramente la semplicità e l’essenzialità: infatti ogni oggetto viene scelto non solo in base alla sua funzionalità ma anche per la sua capacità di adattarsi allo spazio e valorizzarlo nel tempo in modo naturale e sobrio.
Ma non è finita qui!
Ciò che tende a prediligere questo tipo di approccio al design, sono i materiali naturali: infatti solitamente si scelgono materiali non trattati che mettano in mostra la texture originale, grezza, e la propria provenienza. I materiali prediletti sono: legno, pietra, ceramica e metalli, scelti non per la propria perfezione, ma per la propria capacità di raccontare una storia.
Inoltre, per rispettare i principi di semplicità e funzionalità, gli spazi sono solitamente privi di decorazioni superflue: ogni elemento inserito ha una sua funzione e apporta sensazioni come la tranquillità e l’ordine. Tutto viene ridotto all’essenziale, ma ciò che risulta incredibile è la sensazione di calda accoglienza che si genera.
L’imperfezione come valore estetico
La bellezza dell’imperfetto
L’imperfetto e la sua bellezza sono altri elementi fondamentali che contribuiscono alla definizione di questa filosofia. Nel design, esso si traduce nella scelta di oggetti che mostrano i segni dell’uso, come ceramiche non perfette, mobili restaurati, oggetti artigianali e anche tessuti grezzi, che conservano la propria autenticità.
Una delle tecniche preferite dal Wabi-Sabi è quella del kintsugi, una tecnica anch’essa giapponese che restituisce nuova vita alle ceramiche rotte, riparandole con oro o argento: l’estetica passa quasi in secondo piano e ogni riparazione diviene simbolo di resilienza, traccia della storia dell’oggetto.
Il tempo che scorre: la transitorietà come bellezza
Nella corrente filosofica che stiamo analizzando, è fondamentale ricordare che tutto è transitorio e, proprio per questo motivo, va celebrato: tutto nell’esistenza umana è destinato a cambiare ed è questo aspetto che gli dona significato.
Dunque la ristrutturazione di una casa seguendo lo stile wabi-sabi può comportare la scelta di mobili restaurati che mostrano graffi come conseguenza dell’usura quotidiana, oppure la scelta di mantenere una parete che ha perso la sua pittura originaria.
Case serene e sostenibili, in connessione con la natura
Armonia, ma (間) e benessere mentale
La cosa più stupefacente dello stile che si ispira alla corrente giapponese è che dà vita a spazi che hanno un impatto profondamente positivo sul benessere psicologico degli individui che li abitano.
L’effetto estremamente benefico è possibile grazie alle scelte che rispettano i principi della filosofia orientale:
gli spazi non affollati riducono la confusione mentale e richiamano il principio filosofico del ma (間), ovvero “spazio vuoto”, ricordando che lo spazio non è solo fisico, ma anche mentale: riducendo la complessità visiva, i sensi sono portati a rilassarsi e il corpo a sentirsi più leggero.
Materiali naturali e qualità dell’aria
Inoltre all’interno di questi spazi, non manca mai la connessione con la natura attraverso materiali naturali che hanno un impatto positivo sul benessere fisico: migliorano la qualità dell’aria e rendono gli ambienti più salubri.
Sostenibilità e recupero
Infine, questo stile promuove anche la sostenibilità: infatti, la scelta ricade spesso verso il recupero e il riutilizzo degli oggetti, schierandosi completamente in opposizione alla tendenza consumistica dell’obsolescenza programmata.
Una casa imperfetta ma profondamente tua
Adesso, chiudi gli occhi e immagina la tua casa, non la casa perfetta ma quella che senti ti appartenga maggiormente.
Probabilmente questa casa avrà delle caratteristiche precise, delle sbavature che la rendono profondamente tua: un graffio nel mobile della tua camera, una crepa dell’intonaco di un muro del salotto, dei libri un po’ consumati e polverosi che raccontano i mondi che hai visitato nella tua infanzia.
Nonostante questi particolari non la rendano una casa da copertina, sono proprio loro a renderla pienamente tua ed è un po’ questo che ci invita a fare la filosofia del wabi-sabi: a vivere i nostri spazi con amore, cercando la bellezza unica dell’imperfezione, nella storia che la nostra casa ha in sé, portandoci lontano dalla rigidità del design tradizionale.